La nostra storia

All’anagrafe mi chiamo Cornelia Carbonara, per rispettare la tradizione che voleva che i nipoti prendessero il nome dei nonni ed una delle nonne si chiamava appunto Cornelia, ma… da subito tutti mi hanno chiamata Ornella, probabilmente perché in quegli anni infervorava Ornella Vanoni.

Ornella from Malvasia B&BIl nome di Cornelia mi ha creato seri problemi nell’infanzia e nella adolescenza: l’ho taciuto come potevo, lo trovavo proprio fuori tempo, c’era chi chiamava la gatta Cornelia, oppure la barca, aveva attinenza con le corna… Insomma, non vedevo nulla in questo nome di adatto a me che pesavo quaranta chili e non volevo crescere.

L’unica cosa buona di quel nome era mia nonna che sapeva di burro, così morbida e avvolgente.

Negli anni però ho superato la cosa sino a sentirmi quasi fiera di quel nome: questo avvenne esattamente quando un professore mi spiegò bene la storia della madre dei Gracchi e della legge che questi proposero, in base alla quale le terre conquistate dovevano essere ripartite tra i poveri. La proposta fu tanto infelice che procurò il loro assassinio.

Oggi sono in una posizione neutrale rispetto a questo nome: è stato bello il pensiero dei Gracchi e fiera la loro madre Cornelia, ma si trattava pur sempre di terre conquistate, comunque tolte a qualcun altro e non mi piacciono più tanto gli antichi romani.

Sono abituata in ogni caso di più ad Ornella, per cui per favore chiamatemi così.

Dunque sono nata a Brindisi nel lontano 1956 e qui ho frequentato la scuola. Poi ho iniziato a lavorare prima come ragioniera, poi dal 1980 come artigiana aprendo una bellissima bottega vicino al porto, dove con due amiche facevamo di tutto, dai costumi per il Carnevale, ai sandali in cuoio, ai dipinti, a tutto quello che la fantasia ci ispirava.

I miei studi non convergevano assolutamente con questa attività ma le mie passioni sono sempre state l’arte, i colori, i materiali, e le mie amiche erano delle generose insegnanti: andavamo alla grande, ci chiamavano le streghe per quello che riuscivamo a fare. Poi le cose nella vita cambiano, soprattutto arrivano gli uomini ed è così che se ne va la prima, e poi diventa mamma la seconda, e poi anch’io incontro Carlo della provincia di Roma e… chiudo tutto e mi trasferisco!

Dopo un po’ ci sposiamo e nasce mia figlia Giulia.

Ho un bel ricordo di quegli anni a Guidonia di Montecelio, soprattutto per quello che riguarda le gite nei boschi o in paesini nell’interno bellissimi insieme ad una coppia di amici vegetariani espertissimi nella raccolta di erbe e piante. Non che io fossi proprio inesperta, avendo origini contadine qualche erba la conoscevo anche io, ma Pedro e Antonella erano imbattibili e mi hanno lasciato quest’altra passione.

Nel 1992 il lavoro di Carlo a Roma non è più sicuro: si torna a Brindisi, si restaura il piano terra della vecchia casa di papà e se ne fa sede del Malvasia Club, un’associazione culturale che ha visto i migliori artisti locali, e che ha fatto per diversi anni tante iniziative, dal Carnevale, alla Notte dei poeti, alla Notte dell’Umba paccia…

Purtroppo anche questa cosa è destinata a finire: un altro cambiamento ci si para davanti. Con le nuove normative la sede del circolo non è più idonea, il locale è troppo piccolo.

Nasce così l’idea del Bed and Breakfast Malvasia: mettiamo insieme le forze e ristrutturiamo anche il primo piano e diamo vita a questa nuova creatura.

Dal ritorno da Guidonia a Brindisi sono passati vent’anni: negli ultimi dieci ho anche lavorato molto come insegnante di ceramica in corsi di tutti i tipi, realizzando sia con i bambini che con gli anziani dei progetti bellissimi, che ancora mi entusiasmano.

Giulia è cresciuta, adesso vive a Lecce, dove frequenta l’Accademia delle Belle Arti per scenografia. Ha ereditato le nostre passioni ed è molto brava.

Insieme a Carlo vado sempre ad asparagi in primavera: ci accompagna Chica, la nostra splendida volpina.

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